Le gambe delle donne
Calze e collant

Le vere calze

La storia delle “nostre” calze (nel senso precisato) comincia qualche anno fa, non tantissimo ma bisogna tornare un po’ indietro nel tempo per trovarne le origini, ben prima dell’apparizione dei collant e delle calze autoreggenti.

guainaNegli anni ’50 le calze di seta erano molto popolari tra le donne e nessuna signora sarebbe mai uscita per una serata elegante senza indossarle ma questo significava indossare anche il reggicalze ed è proprio questo il punto debole della calza. Lo scopo principale delle calze è di natura estetica: che siano autoreggenti, calze tradizionali collant o parigine il loro principale compito è rendere più belle le gambe delle donne riducendo le imperfezioni, migliorando le forme e le linee delle gambe e creando la sensazione di una pelle sana e luminosa alla vista e al tatto ed è questo lo scopo principale per cui le donne le indossano anche se difficilmente lo ammettono. Ci sono anche alcuni scopi secondari come tener caldo o, nel caso dei collant modellanti, plasmare le forme del corpo o addirittura agire contro la cellulite ma sto divagando.

Dicevamo che il compito principale delle calze è estetico. Nonostante il detto “chi bella vuole apparire le pene deve soffrire” ci sono dei limiti al masochismo delle donne, infatti quando possono rinunciare a qualche scomodità senza perdere in qualità lo fanno. Quasi sempre. Il nostro reggicalze di cui parlavamo è un capo d’abbigliamento intrigante e seducente dal punto di vista maschile ma piuttosto scomodo per le donne che lo devono indossare, soprattutto per periodi prolungati, ed è questo uno dei motivi che ha causato il successo dei collant, la liberazione dal reggicalze.

Le calze da donna di cui stiamo parlando sono piuttosto lunghe, anche se ci sono numerose varianti cominciano dalla punta del piede e proseguono fino metà della coscia e hanno bisogno di qualcosa che le sostenga. Semplificando al massimo ci sono tre sistemi per raggiungere questo scopo:reggicalze

  • Si usa una giarrettiera, ovvero un elastico circolare più o meno decorato che si indossa infilandoci dentro il piede e facendola salire fino alla coscia per bloccare la calza. Per quanto interessanti e storicamente importanti le giarrettiere sono ormai relegate ai matrimoni e ai film in costume.
  • Si attaccano a un capo d’abbigliamento stabilmente posizionato più in alto con delle bretelline. Il termine corretto per definire queste ultime è giarrettelle in italiano, jarretelle in francese, suspenders in inglese/USA, sussies in inglese/Inghilterra, liga in spagnolo e strapse in tedesco. Il capo da utilizzare può essere un reggicalze oppure un corsetto, un bustino o una guaina.
  • L’ultimo sistema consiste nel realizzare una calza che abbia la giarrettiera incorporata con una banda di silicone in grado di impedire lo scivolamento. Questo sistema offre una serie di vantaggi e svantaggi ma trasforma la calza in qualcosa di diverso, queste calze infatti sono le autoreggenti.

Fino agli anni ’20 le calze da donna erano prodotte in seta oppure in Rayon. Questo materiale non è, come si potrebbe pensare, una fibra sintetica e neppure una fibra naturale, è una fibra artificiale che si produce a partire dalla cellulosa. Ancora non erano molti diffusi i telai tubolari per cui le calze venivano prodotte piatte poi si piegavano e si cucivano lunga la parte posteriore della coscia.

In pochi decenni due innovazioni tecnologiche rivoluzionarono il mondo della calza da donna: da un lato i telai tubolari si diffusero in tutto il mondo; queste macchine erano finalmente in grado di produrre una calza a forma di tubo, eliminando la necessità della cucitura posteriore. La seconda innovazione fu l’invenzione e la conseguente diffusione del nylon a partire dalla fine degli anni trenta ma soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale ma già nel 1940 la DuPont metteva in vendita le prime calze di nylon riuscendo a venderne 72.000 il primo giorno, un numero impressionante per l’epoca. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’industria venne convertita alle esigenze belliche e il nylon prodotto invece di finire sulle gambe delle donne veniva destinato alla produzione di tende e paracadute.

Pregi e difetti delle calze

Quando si parla di pregi e difetti delle calze si finisce inevitabilmente per fare un confronto con gli altri prodotti “alternativi”, in particolare autoreggenti e collant. Il motivo è semplice: questi prodotti sono nati proprio per superare quelli che erano considerati i difetti principali delle calze.

calzaI pro delle calze sono ovvi, sono il reale motivo per cui le donne hanno iniziato a indossarle. Le calze rendono più belle le gambe delle donne in diversi modi: migliorano le curve, mascherano le imperfezioni come macchie, nei e graffi e rendono le gambe più toniche. Come se non bastasse sono piacevoli al tatto e con il design possono soddisfare i gusti modaioli e attirare l’attenzione. Evitiamo di prenderci in giro: sicuramente anche una calza velata contribuisce a tener calde le gambe e aiuta la circolazione ma il suo ruolo primario è estetico. Gambe che indossano delle calze velate attireranno gli sguardi maschili come una calamita ma con eleganza e senza nessuna volgarità.
Fare in modo che le donne si sentano ammirate e sicure di loro stesse, è questo il compito primario delle calze ed assolvano meravigliosamente questo compito.
A differenza dei collant le calze assolvono il loro compito senza costringere le donne in una guaina che le avvolge dalla vita alla punta dei piedi. Ci sono donne che amano questa sensazione e altre che la odiano, per quelle patiscono la sensazione di intrappolamento ma vogliono comunque che le loro gambe siano valorizzate al meglio l’unica soluzione sono le calze.
I collant tendono a diventare piuttosto scomodi al crescere della temperatura e possono creare problemi per chi li indossa a causa del fatto che oltre alle gambe coprono anche le parti intime.
Secondo i fan delle calze queste creano un look più attraente e femminile dei collant e secondo loro i benefici offerti dai collant non ne compensano gli svantaggi.
Gli svantaggi delle calze attuali sono legati ai materiali con cui vengono realizzate. Alcune calze possono risultare scivolose quando indossate con certe scarpe.
Il materiale con cui le calze sono realizzate (nylon, nylon/lycra) è particolarmente incline alle smagliature che rovina in un batter d’occhi un prodotto tendenzialmente piuttosto costoso. Le smagliature tendono a iniziare sulle punte delle dita o al tallone ma non si fermano: percorreranno tutta la lunghezza della gamba senza lasciare il tempo di accorgersene.

Oltre a questi inconvenienti generici le calze hanno un problema più grande ovvero il modo di tenerle su. Hanno la naturale tendenza ad arricciarsi e scendere; occorre ingegnarsi con meccanismi in lotta continua contro una delle forze fondamentali della natura: la gravità!
Reggicalze di varie forme, modelli, design e dimensioni sono stati utilizzati nel corso degli anni e sono in uso ancora oggi. Il reggicalze è fondamentalmente una cintura con delle bretelle penzolanti che si fissano alla parte superiore delle calze per mantenerle a posto. Ci sono reggicalze che sono vere e propri capolavori di pizzi e merletti ma quando si parla di comfort e uso prolungato è un’altra faccenda ed è questo il motivo principale per cui sono stati inventati i collant. Sono bellissimi ma non è considerato accettabile per una donna avere le giarrettiere in vista (se non nell’intimità ma quello è un altro discorso). Di conseguenza tutta l’arte del design impiegata per creare questi reggicalze che sono piccole opere d’arte va sprecata.

calzeCi sono altri modi per tener su le calze: ci sono le giarrettiere (come quelle usate dalle spose) che non hanno la cintura e le bretelle ma tendono a limitare la circolazione del sangue nella coscia e lasciano un antiestetico segno quando vendono tolte.
Ci sono le autoreggenti che sono molto popolari ma anche loro hanno degli svantaggi. In primo luogo la sensazione di precarietà: la banda in silicone col tempo e coi lavaggi tende a “stancarsi” e a perdere la sua iniziale capacità di aderenza con il risultato che le calze tendono a scivolare giù. Il gesto di aggiustarsi le calze può anche sembrare sexy ma stare tutto il tempo a tirarsele su e tutt’altra faccenda senza contare il fatto che ogni volta che si aggiustano si ha la sensazione che le autoreggenti diventino meno aderenti.

Concludendo: il più grande svantaggio delle calze rimane l’originario problema di tenerle su che non è ancora stato risolto né dal design né dalla tecnologia.

Le calze, analogamente ai collant, esistono in un’enorme varietà di stili il che non sorprende dato che c’è da soddisfare le esigenze e i gusti delle donne.

Calze contro collant

Ci sono donne che preferiscono le calze ai collant perchè rispetto a questi ultimi offrono una serie di vantaggi. Prima di tutto giarrettiere, reggicalze e pizzi creano un’atmosfera psicologicamente, esteticamente e praticamente più seducenti rispetto ai collant. Le calze da alcuni sono considerate più igieniche dato che nella zona del cavallo dei collant si crea un’area potenzialmente adatta alla proliferazione di funghi e batteri. Le calze sono sicuramente più comode per le necessità fisiologiche ma hanno anche qualche svantaggio, legato soprattutto alla scomodità di giarrettelle e guepiere oltre a lasciare scoperta una parte della coscia e questo può piacere o meno da un punto di vista estetico ma è sicuramente uno svantaggio in un clima molto rigido.

Al giorno d’oggi calze e collant coesistono pacificamente e la maggior parte dei produttori mantiene attive le linee di produzione di entrambe le tipologie. Qui su legambedelledonne.com abbiamo una maggiore predilezione per i collant ma in realtà siamo consapevoli di vivere in un’epoca meravigliosa con moda e tecnologia che offrono così tante possibilità per la valorizzazione delle gambe delle donne.

Leggi anche il nostro glossario calze

Articoli correlati

3 commenti

saro 26 Ottobre 2012 at 9:35

Meriti una Cattedra….. Professore!!

Rispondi
Admin 26 Ottobre 2012 at 11:48

Troppo buono! Grazie Saro

Rispondi
Madame 11 Febbraio 2013 at 15:06

Mi piace.

Rispondi

Scrivi un commento