Le gambe delle donne
Calze e collant

Collant a rete: per chi sa perché li indossa

Ho un cassetto in cui tengo le cose che non uso quasi mai. Non perché non mi piacciano, ma perché richiedono un’occasione giusta. I collant a rete stanno lì. Li tiro fuori quando ho deciso che voglio essere guardata in un certo modo: non nel modo in cui si viene guardate quando si fa bella figura, ma in quello in cui si viene guardate quando si vuole che qualcuno non riesca a smettere.

Questa è la premessa onesta. Tutto il resto viene dopo.

Donna a cavallo con collant a rete neri e stivali

Cosa succede quando li indossi

La rete non è un collant neutro. Non esiste modo di indossarla senza che chi ti guarda capisca almeno una cosa di te: che sai cosa stai facendo. Questo vale anche con una gonna lunga, anche con stivali che coprono quasi tutto, anche in una situazione in cui la rete non si vede quasi. C’è sempre quel momento in cui compare e chi è vicino a te lo nota. La rete dichiara qualcosa prima ancora che tu apra la bocca.

Non lo dico per darmi un tono. Lo dico perché è esattamente il motivo per cui la indosso quando la indosso. Quando stavo con Luca, che di calze capiva molto più di quanto volesse ammettere, bastava che uscissi di casa con la rete addosso per cambiare completamente il registro della serata. Non erano necessarie altre spiegazioni.

Gambe con collant a rete e scarpe basse

Rete larga o microrete

Non sono la stessa cosa e non funzionano allo stesso modo. La rete larga, quella con i fori grandi che si vedono da lontano, è esplicita: non lascia molto spazio all’immaginazione e questo è esattamente il suo punto. La microrete, invece, ha un effetto quasi opposto: da lontano sembra quasi un velato, poi ti avvicini e capisci che c’è qualcosa di diverso sotto. Quella seconda opzione, secondo me, è la più interessante. Perché il gioco tra quello che si vede e quello che si intuisce è molto più potente della dichiarazione diretta.

Per gli abbinamenti quotidiani, se proprio devo dirvelo, con i collant a rete sbaglio quasi sempre. Non è il mio terreno. Ho visto donne meravigliose con la rete sotto un pantalone palazzo, con la rete e le sneakers, con la rete d’estate. Io di solito arrivo alla soluzione più ovvia: rete nera, tacco, gonna scura. Funziona e non ci penso troppo. Per chi vuole essere più creativa, esiste un articolo apposito che ho scritto tempo fa.

Calze autoreggenti a rete con banda in pizzo

Collant o autoreggenti

La domanda classica. La risposta onesta è che dipende da quanto hai intenzione di muoverti. Le autoreggenti a rete sono bellissime, la banda in pizzo in cima ha una sua temperatura precisa che il collant non raggiunge mai. Ma scivolano. Dopo tre ore cominciano la loro lenta discesa e recuperarle non è un gesto elegante. Le uso quando so già che resterò seduta, o quando la serata ha un programma breve e preciso. Per tutto il resto, collant: tengono, non ci pensi, e il risultato visivo è praticamente lo stesso.

Collant a rete neri visti da vicino

Sul volgare

Ogni volta che scrivo di calze a rete qualcuno arriva a dirmi che sono volgari. Ho già risposto a questa cosa in modo esteso, non mi ripeto. Dico solo questo: la differenza tra volgare e non volgare non sta nel capo, sta in chi lo porta e perché. Se indossi la rete sapendo quello che fai, stai facendo una scelta. Le scelte consapevoli non sono volgari. Sono, semmai, molto chiare.

Collant a rete bianchi su gambe allungate
Donna in gonna rossa con collant a rete neri
Gambe con calze a rete nere e scarpe con tacco

PS. Sì, sono tornata. admin lo sapeva già, i lettori forse no. Ci risiamo.

PS2. admin, smettila di cancellare i miei PS.

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