Le gambe delle donne
Calze e collant

Collant Bianchi e autostima

Da semplice oggetto di derisione a simbolo di individualità e autostima, questo articolo racconta come una scelta di stile può trasformarsi in un potente strumento di autorealizzazione.

Ah, il liceo. Quel periodo di strani cambiamenti, di entusiasmanti scoperte e di un sacco di incertezze. Come la maggior parte delle ragazze della mia età, passavo il mio tempo tra i libri di testo, i fumetti e le riviste di moda, cercando di capire chi ero e cosa volevo essere. E poi c’erano i collant bianchi.

Collant Bianchi
Collant Bianchi

Era un giorno come un altro, un giorno di scuola come tanti. Avevo deciso di indossare una minigonna scozzese e un paio di collant bianchi. Sì, bianchi. Mi sentivo audace, differente, pronta a sfidare il mondo. Quella mattina, quando mi sono guardata allo specchio, ho visto una ragazza che non avevo mai visto prima. Una ragazza sicura di sé, che non aveva paura di osare.

Quando sono arrivata a scuola, ho sentito subito gli sguardi su di me. Gli sguardi curiosi dei miei compagni di classe, le risate sussurrate, i commenti velati. “Guarda, sembra un’infermiera!”, diceva uno. “Sei venuta a fare le iniezioni?”, scherzava un altro. E stendo un velo pietoso su tutti gli altri commenti, molto meno educati. Ebbene sì, i miei adorati collant bianchi avevano scatenato una vera e propria gara a chi prendeva in giro di più nel mio liceo.

Infermiera in collant bianchi
Infermiera in collant bianchi

Ma non mi sono lasciata scoraggiare. Anzi, ho preso quei commenti e li ho trasformati in un motivo di orgoglio. Sì, indossavo collant bianchi. E allora? Ero diversa, ero unica, ero me stessa. E non avevo intenzione di cambiare per piacere agli altri.

Inizialmente, le risate e i commenti continuavano. Ma sapevo che c’era qualcosa di più in quegli sguardi, qualcosa di più di semplice derisione. C’era curiosità, forse anche un pizzico di ammirazione. Perché, nonostante tutto, ero l’unica ragazza del liceo a indossare collant bianchi. E, in qualche modo, questo mi rendeva speciale.
Con il passare del tempo, i commenti si sono attenuati. Ma gli sguardi, quelli no. I ragazzi continuavano a guardarmi, forse con una nuova comprensione, forse con una nuova ammirazione. Perché avevo osato, perché avevo avuto il coraggio di essere me stessa.

Sicura in collant bianchi
Sicura in collant bianchi

E poi c’è stato lui. Il ragazzo che mi piaceva da sempre, quello fascinoso con il sorriso timido. Non quello bello, quello che parla, quello intelligente ma simpatico, avete capito il tipo, no? Quel giorno, mentre ero seduta al mio banco a studiare, è venuto da me. “Mi piacciono le tue calze”, mi ha detto. “Ti stanno bene”. Quelle parole, così semplici e sincere, hanno avuto su di me l’effetto di una scarica elettrica. Avevo fatto la scelta giusta. Avevo avuto il coraggio di essere me stessa, e lui l’aveva notato.

Quell’esperienza mi ha insegnato una lezione preziosa. Non importa cosa pensano gli altri, l’importante è essere se stessi. Anche se sei l’unica ragazza del liceo a indossare collant bianchi. Perché, alla fine, è l’unicità che ci rende speciali. E io, con i miei collant bianchi, mi sentivo davvero speciale.

Articoli correlati

1 commento

gioio barar 3 Ottobre 2023 at 11:02

Bellissimo..ma no hai fatto cenno all’eccitazione che (sicuramente) traspariva dagli sguardi, dai commenti e dagli atteggiamenti dei ragazzi…
Ed un cenno all’eventuale tua sensazione di potere su di loro…
Comunque bravissima grazie.

Rispondi

Scrivi un commento