Le gambe delle donne
Calze e collant

La collanteide

La collanteide
La collanteide

Cantami, o Musa, la divina bellezza
Del collant, che avvolge e cela i passi
Di ninfe e dee, su gambe affascinanti,
Nei regni degli uomini, ove l’eterno
Fascino femminile s’avvicenda.

Névea lana, seta, e cotone antico
Tessono, tra le dita delle Parche,
L’opra gentil che veste i membri aulenti
Di donne, che le splendide vestigia
Di Venere e Pallade su terra imitano.

Di piedi divini, caviglie snelle
E cosce maestose, cantano i versi
D’un canto antico, in cui l’occhio mortale
S’incanta a mirar l’opra del collant,
Che in foggia nuova e varia si dispone.

Oh, Musa, a me concedi che io narri
La magnificenza delle forme avvolte
In morbide trame, che come l’onda
Di Teti sull’arena, leggiadre e lievi,
Discendono e salgono lungo le gambe.

Non v’è Ettore, Achille, o Ulisse ardito
Che al dolce incanto di quel manto possa
Resistere, e dimenticare guerra,
Furia, e sdegno, e d’un tratto, assorto,
Admirar quelle membra in nobile avvolgimento.

Ecco dunque il potere di un semplice
Capo d’abbigliamento, che le grazie
Celesti a noi mortali dona, e rende
Eterno e immortale il fascino femminile,
Celebrandolo nell’arte e nella storia.

1 commento

saro 11 Luglio 2023 at 14:35

Siamo in due!!

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