Le gambe delle donne
Gambe famose

Silvia Brunello

Seconda puntata di questa rubrica e seconda confessione: anche di Silvia Brunello non sapevo assolutamente nulla. Comincio a sospettare che finirà per chiamarsi “le sconosciute di admin”. Le fotografie arrivano, io faccio il mio mestiere e guardo le gambe (e mi diverto un sacco). Fin qui niente di strano, perché sono gambe lunghissime, di quelle che sulle scale sembrano non finire mai. Alla quarta o quinta immagine però mi accorgo che sto guardando da un’altra parte.

Sorride. In tutte.

Prima però parliamo di gambe

Silvia Brunello sulle scale

Questa è l’immagine in cui il mestiere si vede meglio. Abito a fiori, muro azzurro, seduta su una scala di marmo con le gambe allungate lungo i gradini, collant velato nero e décolleté con il cinturino alla caviglia. La scala è l’alleata naturale di chi ha le gambe lunghe, perché i gradini fanno da righello e la lunghezza si legge da sola, senza bisogno di dichiararla. E notate il cinturino: di solito taglia la caviglia e accorcia tutta la gamba, qui non fa danni perché è sottilissimo e nero quanto il collant, quindi sparisce. Sono i due centimetri di attenzione che separano una bella foto da una foto qualunque.

Le gambe lunghe da queste parti sono un argomento vecchio. Nel 2006 raccontavo di un’amica che si lamentava di averle troppo lunghe, e da allora non ho cambiato idea di una virgola: gambe femminili troppo lunghe non esistono, è una contraddizione in termini.

E adesso il sorriso

In quello stesso pezzo di vent’anni fa avevo scritto anche un’altra cosa, e riguarda esattamente quello che mi ha colpito qui. Dicevo di aver conosciuto ragazze con un sorriso bellissimo che si coprono la bocca con la mano. Ecco: la Brunello fa l’esatto contrario, e lo fa in modo così sistematico che non può essere un caso.

Mettete in fila cento fotografie di moda e provate a contare i sorrisi: ne trovate pochissimi. Il registro ufficiale è il broncio, lo sguardo di chi si annoia, la bocca socchiusa, l’aria di chi sta subendo un torto. Qui invece c’è una donna che ride sempre, con la faccia di chi si sta divertendo un mondo a farsi le fotografie sulle scale di casa propria.

Silvia Brunello sul pianerottolo

Guardate questa e ditemi se ho torto.

E non è nemmeno una mia interpretazione, perché poi sono andato a leggere come si presenta lei. Nella descrizione del suo profilo, sotto Verona e sotto la laurea, c’è scritto testualmente: I love to smile and who makes me smile. Amo sorridere, e amo chi mi fa sorridere. Ecco, potevo anche risparmiarmi la fatica di scrivere l’articolo.

E non è la posa fortunata capitata per caso. Nell’autoscatto allo specchio con il blazer bianco è accovacciata, che è tra le posizioni più difficili da reggere: schiaccia il polpaccio, appiattisce la coscia e nove volte su dieci viene male. A lei viene bene, il tacco regge la linea, il ginocchio non sporge, la gamba resta lunga anche piegata. Chi sorride così, in una posa così, sa perfettamente quello che sta facendo.

Silvia Brunello allo specchio

Qui i sandali gioiello sopra il collant velato, e a questo punto comincio a sospettare che qualcuno mi stia prendendo in giro.

Di lei, in due righe

Vive a Verona, si è laureata in matematica a Padova e di mestiere fa l’ingegnere di sistema su DB2, che per chi non è del ramo vuol dire tenere in piedi i database su cui girano le banche. Che una passi la giornata così e poi si fotografi sulle scale di casa con i tacchi a spillo non ha ovviamente niente di contraddittorio. A me diverte lo stesso.

Nella galleria qui sotto ne trovate parecchie altre, scelte tutte con lo stesso criterio, che ormai avete imparato a conoscere. Poi ditemi voi se ho ragione sul sorriso, oppure se sono io che dopo vent’anni passati a guardare gambe ho cominciato a guardare la faccia.

Per conoscere meglio Silvia Brunello

Niente sito ufficiale e niente Wikipedia, il posto giusto è uno solo: @s.brunello. Oppure Facebook (sperando di aver azzeccato la pagina giusta e non uno degli n-mila cloni)

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