Le gambe delle donne
Gambe

Honor Blackman

Se Daniela Bianchi ci ha mostrato l’eleganza italiana, Honor Blackman ci ha insegnato cosa significa essere davvero rivoluzionarie. Nata a Londra nel 1925, quando arrivò su James Bond nel 1964 con “Goldfinger” aveva già 39 anni e una carriera da urlo alle spalle. Mica male per essere una “ragazza” Bond!

Ma Honor non era una Bond Girl qualunque – era Pussy Galore, e già dal nome si capiva che non scherzava. Aveva già fatto impazzire il pubblico britannico nei panni di Cathy Gale in “The Avengers”, dove aveva praticamente inventato un nuovo modo di essere sexy: stivali, calze e calcioni da judo. Roba che oggi sembra normale, all’epoca era fantascienza pura.

La pioniera del look calze + stivali

Guardate la prima foto: Honor con quel vestitino nero, calze scure e décolleté, mentre mette il piede su una poltrona in una posa che trasuda sicurezza. Quello non è solo stile, è statement puro! Questa donna sapeva benissimo di essere bella e soprattutto sapeva come vestirsi per farlo notare.

Il trucco di Honor era la combinazione calze scure + scarpe eleganti. Non le solite calze nude e anonime, ma calze che si facevano notare, che diventavano parte integrante del look. Una lezione che molte donne contemporanee non hanno ancora imparato!

La Bond Girl che non aveva paura di niente

Le foto con i palloncini sono un capolavoro di marketing degli anni ’60. Honor che indossa solo dei palloncini strategicamente posizionati, ma sempre con quelle splendide gambe in evidenza e i tacchi ai piedi. Anche quando doveva fare la “pin-up” manteneva sempre quel tocco di classe che la distingueva dalle altre.

E poi c’è quella foto da Goldfinger dove è circondata dalle sue “Flying Circus” – tutte vestite di nero con occhiali da sole. Honor al centro, nuda ma coperta da un drappo dorato, è l’esempio perfetto di come si fa la diva senza scadere nel volgare.

Il fenomeno Pussy Galore

La copertina di Rascal Magazine che celebra “Pussy Galore of Goldfinger” la dice lunga su quanto Honor avesse fatto centro. Non era solo una Bond Girl, era diventata un fenomeno culturale. Il personaggio di Pussy Galore era rivoluzionario: una donna forte, indipendente, che non si faceva mettere i piedi in testa nemmeno da James Bond.

Nel film indossava principalmente tute da pilota (era a capo di uno squadrone di piloti donne – roba da fantascienza per il 1964!), ma nei servizi fotografici promozionali Honor sfoggiava tutto il suo repertorio di stile.

L’eredità di una maestra

Honor Blackman ha fatto qualcosa che poche altre Bond Girl sono riuscite a fare: ha cambiato le regole del gioco. Prima di lei, le donne al cinema dovevano essere o innocenti o zoccole. Lei ha dimostrato che si poteva essere sexy, intelligenti, forti e eleganti tutto insieme.

Il suo rapporto con calze e scarpe era magistrale. Non usava mai questi accessori per sembrare più giovane o più alta – li usava per comunicare potere. Le sue calze scure dicevano “sono qui, sono bella, e so esattamente quello che sto facendo”.

Lo stile che non invecchia

Riguardando queste foto a distanza di 60 anni, quello che colpisce è quanto il look di Honor sia ancora attuale. Quelle calze scure, quella sicurezza, quel modo di posare – oggi farebbero ancora girare la testa per strada.

La differenza con le Bond Girl contemporanee? Honor non aveva bisogno di effetti speciali o vestiti aderenti per essere sexy. Le bastavano un paio di calze ben scelte e la consapevolezza di essere una donna straordinaria.

Honor Blackman ha fatto molto di più che interpretare Pussy Galore – ha inventato un nuovo archetipo di donna. Forte, elegante, sensuale ma mai sottomessa. E soprattutto, ha dimostrato che l’età è solo un numero quando si ha stile da vendere.

presto vedremo come Shirley Eaton ha fatto la storia… anche se dipinta completamente d’oro!

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