Le gambe delle donne
Gambe famose

Stella Stevens

Se negli anni ’60 cercavate una bionda platinata dalle curve mozzafiato, il nome che veniva subito in mente era Marilyn Monroe. Ma c’era un’altra stella che brillava nel firmamento di Hollywood, una che non si accontentava di essere “solo” bella: Stella Stevens. Nata Estelle Caro Eggleston nel 1938 nel Mississippi, questa splendida attrice ha saputo costruire una carriera solida dimostrando che dietro a quelle gambe da sogno c’era anche un cervello finissimo.

Il paragone con Marilyn era inevitabile: stessa bellezza esplosiva, stesso fascino irresistibile, stesse curve pericolose. Ma Stella aveva qualcosa in più: la determinazione di non essere solo un oggetto decorativo. Voleva recitare, voleva essere presa sul serio, voleva dimostrare che una donna poteva essere bella E intelligente allo stesso tempo.

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La prima foto ce la mostra in tutto il suo splendore californiano: bikini a pois, piscina scintillante, e quelle gambe interminabili che sembrano non finire mai. Guardate quella posa naturale, quell’eleganza spontanea che non ha bisogno di studiati artifici! È l’immagine perfetta della bellezza americana anni ’60: sana, solare, irresistibile. Le gambe, protagoniste assolute, hanno quella forma perfetta che fa invidia anche alle modelle di oggi.

La sua carriera decolla negli anni ’60 quando viene scoperta da un talent scout mentre lavora come modella. I primi ruoli la vedono spesso relegata al ruolo della bionda di turno, ma Stella non si arrende. Studia recitazione, sceglie con cura i suoi progetti, e piano piano riesce a dimostrare il suo valore artistico.

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La seconda immagine è un perfetto esempio del suo stile sofisticato: seduta su quella poltrona di vimini con un elegante completo scuro, indossa calze a rete che erano il massimo della raffinata trasgressione per l’epoca. Notate come anche in una posa apparentemente casual riesca a essere tremendamente elegante? Le calze a rete, con quella trama geometrica perfetta, trasformano le gambe in opere d’arte. Era questo il segreto di Stella: sapeva che i dettagli fanno la differenza.

Il suo momento di gloria arriva con “L’appartamento degli scapoli” di Billy Wilder, dove recita accanto a Dean Martin. Finalmente un ruolo che le permette di mostrare non solo la bellezza ma anche il talento recitativo. Il pubblico si accorge che dietro a quelle curve c’è una vera attrice, capace di tenere testa ai più grandi del cinema.

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La terza foto la ritrae sempre con quelle calze a rete che sembrano essere diventate il suo marchio di fabbrica. La posa è studiata ma non artificiosa, e si nota subito la professionalità: sa esattamente come posizionarsi per valorizzare al massimo le sue gambe divine. Quelle calze non sono solo un accessorio, ma parte integrante di un look che la rendeva immediatamente riconoscibile.

Negli anni ’70 la sua carriera evolve: da sex symbol a caratterista, da pin-up a donna d’affari. Stella non si limita a recitare, ma inizia anche a produrre, dimostrando ancora una volta che la sua bellezza era solo la punta dell’iceberg di una personalità complessa e determinata.

Ma sono sempre quelle gambe il suo biglietto da visita più immediato. Perfettamente tornite, slanciate, con una linea che dalla caviglia sale verso la coscia senza una imperfezione. In un’epoca in cui le dive dovevano essere perfette in ogni dettaglio, Stella non deludeva mai: che fosse in costume da bagno o in abito da sera, le sue gambe erano sempre protagoniste.

La differenza con molte sue colleghe stava nell’approccio: mentre altre sex symbol dell’epoca puntavano tutto sull’aspetto fisico, Stella usava la sua bellezza come trampolino di lancio per progetti più ambiziosi. Le sue gambe aprivano le porte, ma era il talento a farla rimanere.

E poi c’è da dire che Stella aveva un gusto infallibile per gli accessori: quelle calze a rete non erano mai volgari, sempre eleganti, sempre abbinate con classe al resto del look. Era l’epoca in cui le calze potevano fare la differenza tra un outfit normale e uno indimenticabile, e lei lo sapeva perfettamente.

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