Le gambe delle donne
... dal sito

Lettera alle poche, coraggiose lettrici di lgdd

Care donne,

sì, mi rivolgo a voi. Proprio a voi, le cinque o sei che ci siete. Forse sette, se contiamo anche quella signora di Brescia che ci ha scritto quella volta per chiederci dove trovare dei collant coprenti color cammello e poi non si è più fatta vivo. Signora, se ci legge ancora, sappia che quei collant li abbiamo trovati.

Oggi è l’8 marzo, Festa della donna, e siccome in redazione la donna che scrive i post delle ricorrenze sono sempre io (e i motivi li abbiamo già chiariti a gennaio, quando mi è toccato pure il post della Befana …), eccomi qui.

Ora, diciamoci la verità: voi che siete donne e frequentate LGDD, siete delle eroine. Non lo dico per piaggeria, lo dico perché ne sono consapevole: questo sito è frequentato in larghissima maggioranza da uomini. Uomini che amano le gambe, le calze, i collant, le autoreggenti, il reggicalze, il rinforzo sulla punta… uomini che sanno distinguere un 15 denari da un 20 denari a tre metri di distanza e che probabilmente conoscono la differenza tra una Oroblu e una Filodoro meglio delle loro mogli. E in mezzo a tutto questo entusiasmo maschile per il nylon, ci siete voi.

Obsolescenza dei collant

Voi che avete aperto il sito magari per caso, cercando su Google “come si lavano i collant” o “perché le autoreggenti scivolano sempre”, e vi siete ritrovate in un mondo che non vi aspettavate. Voi che avete letto un paio di articoli, avete pensato “ma guarda, c’è gente che prende le calze molto più seriamente di me” e invece di scappare a gambe levate (scusate il gioco di parole, era inevitabile) siete rimaste.

E avete fatto bene, perché questo sito, in mezzo a tutta la passione e l’ammirazione e il feticismo più o meno dichiarato, ha anche un lato pratico che è roba nostra. Chi è che alla fine le calze le compra, le lava, le stira (ok, nessuna le stira, ma ci siamo capite), le indossa tutti i giorni, ci combatte la mattina alle sei quando non ne trova mai due uguali? Noi. Noi donne. E chi è che sa cosa significa il dramma della smagliatura comparsa dieci minuti prima di una cena importante? Sempre noi. Così come il brivido di infilare un paio di autoreggenti nuove e sentirsi improvvisamente bellissime, anche se fuori piove e il mutuo è in scadenza.

Ecco, quella roba lì i nostri carissimi lettori uomini non possono capirla fino in fondo. Possono ammirarla, desiderarla, fantasticarci sopra, ma il rapporto quotidiano, pratico, a volte esasperante e a volte meraviglioso che noi abbiamo con le calze è una cosa nostra. Come la borsa che pesa undici chili ma in cui non c’è mai quello che serve, come le scarpe comprate perché erano bellissime e indossate una volta sola perché dopo venti metri non si cammina più, come la ceretta che fa male ma guai a saltarla.

Quindi oggi, 8 marzo, non vi regalo mimose (che tra l’altro puzzano un po’ e durano meno di un collant velato a contatto con un’unghia). Vi regalo un grazie.

Grazie perché ci siete, anche se siete poche. Grazie perché qualche volta commentate e ci date un punto di vista che i nostri lettori uomini, per quanto adorabili, non possono darci. Grazie perché quando una di voi scrive “anche a me succede!” sotto un articolo in cui mi lamento delle calze che scendono, io mi sento un po’ meno sola.

E se qualcuna di voi ci legge in silenzio senza mai commentare …. oggi è il giorno giusto per uscire allo scoperto. Non mordiamo, promesso. Al massimo vi chiediamo che collant portate.

Buona Festa della donna a tutte, le poche e le coraggiose.

Amemi

P.S.: Per gli uomini che sono arrivati fin qui: bravi, non vi offendete, sapete che vi vogliamo bene. Però oggi le mimose portatele a casa, non scrivete nei commenti. Domani tornate, promesso.

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