“Bond, James Bond.” Ma prima ancora che il mondo imparasse a memoria questa frase, c’era stata lei: Ursula Andress che emergeva dalle acque cristalline delle Bahamas in bikini bianco, coltello alla cintura e gambe che sembravano scolpite da Fidia. Era il 1962, il film era “Agente 007 – Licenza di uccidere”, e quella scena creò per sempre il concetto di Bond Girl.
Nata nel 1936 a Ostermundigen, in Svizzera, da padre tedesco e madre francese, Ursula aveva già quel mix internazionale che sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica. Alta, statuaria, con lineamenti perfetti e quelle gambe chilometriche che facevano invidia alle modelle parigine, era destinata a diventare un’icona mondiale. Ma nessuno poteva immaginare che una sola scena l’avrebbe resa immortale.

La prima foto ce la mostra in tutta la sua maestosità: quell’abito marrone con lo spacco che arriva fino all’anca, quelle gambe interminabili che sembrano non finire mai, e quella posa che dice “sono una dea e lo so perfettamente”. L’abito drappeggiato in stile romano le dona un’aura di divinità classica – non a caso negli anni ’60 interpreta spesso dee e principesse dell’antichità. Ma sono quelle gambe il vero protagonista della foto: perfettamente tornite, abbronzate al punto giusto, con una linea che dalla caviglia sale verso la coscia senza una imperfezione.
La sua carriera cinematografica inizia negli anni ’50, ma è con James Bond che esplode definitivamente. Il ruolo di Honey Ryder in “Licenza di uccidere” la catapulta nell’Olimpo delle dive internazionali. Quella scena in cui emerge dall’oceano, con il bikini bianco che contrasta con la pelle dorata e quelle gambe infinite che camminano sulla sabbia, è entrata nella storia del cinema come una delle più sensuali di tutti i tempi.

La seconda immagine la ritrae in versione più naturale: bikini bianco, rocce, e quelle gambe protagoniste assolute anche in un contesto apparentemente casual. Si vede che è una professionista: anche in una foto di backstage o in un momento di pausa sa come posizionarsi per valorizzare al massimo il proprio fisico. Le gambe sono sempre perfettamente composte, la pelle ha quella luminosità naturale che solo le vere dive sanno avere.
Ma Ursula non era solo la classica “bella presenza”. Parla fluentemente tedesco, francese, inglese e italiano, sa cavalcare, nuotare, ed è una sportiva completa. Il suo fisico statuario non è solo un dono di natura, ma anche il risultato di uno stile di vita sano e attivo. In un’epoca in cui le dive tendevano a essere più minute, lei sfoggia con orgoglio un fisico amazzonico che la rende inconfondibile.

La terza foto è un piccolo capolavoro di sensualità vintage: seduta al trucco come una vera star, indossa calze a rete che erano il massimo della trasgressione per l’epoca. Quelle calze a maglia larga evidenziano gambe perfette e aggiungono un tocco di malizia a un’immagine che già trasuda fascino da ogni poro. Era questo il segreto di Ursula: sapeva essere provocante senza mai scadere nella volgarità, sensuale senza essere esplicita.
Il successo con Bond apre le porte di Hollywood, dove recita accanto ai più grandi attori dell’epoca. Da Marcello Mastroianni a Jean-Paul Belmondo, da Dean Martin a Frank Sinatra, tutti vogliono averla come partner cinematografica. Il motivo è semplice: oltre al talento, ha quel fisico mozzafiato che fa vendere i biglietti in tutto il mondo.

La quarta immagine la mostra distesa sulla sabbia in bikini che sembra fatto di rete bianca – un altro esempio di come sapesse osare rimanendo sempre elegante. Quelle gambe distese al sole, quella posa apparentemente rilassata ma studiata nei minimi dettagli, quel volto che anche senza trucco rimane perfetto: è il ritratto di una diva che sa il fatto suo.
Negli anni ’70 la sua carriera rallenta, ma il mito di Ursula Andress rimane intatto. È stata la prima, la Bond Girl originale, quella che ha stabilito il canone per tutte le altre. Ma soprattutto è stata un’icona di bellezza che ha attraversato i decenni senza perdere il proprio fascino.
Oggi, a distanza di oltre sessant’anni da quella scena leggendaria, Ursula Andress rimane il prototipo della Bond Girl perfetta. E noi di LGDD la celebriamo non solo per aver inventato un genere, ma soprattutto per quelle gambe divine che hanno fatto sognare generazioni intere.
Perché diciamocelo chiaramente: dopo Ursula, tutte le altre Bond Girl hanno dovuto fare i conti con quell’asticella posta incredibilmente in alto. E quell’asticella, diciamolo pure, partiva proprio da quelle gambe da dea che uscivano dall’oceano come un miraggio fatto realtà!

