Le gambe delle donne
Calze e collant

Le calze che durano una sera

Stasera mi sono infilata un paio di calze nere, di quelle velate e lucide, sottilissime. Le ho guardate addosso e mi sono fermata un attimo a fotografarmele, come faccio ogni tanto quando mi piaccio. Quindici denari, poco più di niente: un velo, una lucentezza appena accennata sotto la luce. E quella sensazione di avere addosso qualcosa e niente nello stesso momento.

È una cosa che adoro e che conosco bene. La calza velata è bella proprio perché è fragile. La infili con due dita, attenta a non rovinarla, e per tutta la sera sai che basta un’unghia, un gesto distratto, e si smaglia. Vive poco, una calza così. Non è fatta per durare, è fatta per una sera. E forse è per questo che mi piace: è un piccolo lusso che metti in conto di perdere, come certe serate.

Penti Fit 15

L’ultima volta che a un paio di calze nere ho pensato così tanto è stata diversi anni fa. Stavo per uscire e, mentre le tiravo su, mi tremavano un poco le mani. Quella sera andavo a incontrare un uomo che non avevo mai visto.

Non un estraneo, intendiamoci. Uno che conoscevo da anni. Ci eravamo scritti per chissà quanto tempo, parole su parole, una conversazione lunghissima fatta soltanto di lettere su uno schermo. Sapevo come pensava e a che ora mi rispondeva, tardi, di notte. Sapevo quasi tutto di lui, tranne la cosa più semplice: che faccia avesse dal vivo, e come fosse stare nella stessa stanza a respirare la stessa aria. Quella sera avevamo combinato di vederci, finalmente, di persona.

Vi confesso che i primi minuti sono stati un imbarazzo strano. La voce non era come me l’ero immaginata, era più bassa, e mi ha spiazzata. Per un secondo ho avuto la tentazione di tornarmene a casa a scrivergli, tanto da lontano eravamo più bravi. Poi mi ha sfiorato la mano per dirmi qualcosa, e tutto l’imbarazzo di quegli anni è caduto in un istante.

Le calze, quella sera, le avevo scelte apposta. Velate e fragili come queste di stasera. Le avevo messe sapendo che non sarebbero sopravvissute alla notte, e non me ne importava niente. Anzi. Certe calze le compri proprio per quello: per la sera in cui qualcuno te le toglie, e tu lo lasci fare. Come sia finita non ve lo racconto. Vi dico soltanto che quel paio, il mattino dopo, non l’ho più ritrovato intero. E andava bene così.

Penti Fit 15

Stasera, invece, le calze sono intatte, e con ogni probabilità lo resteranno. Le ho messe solo per me, per quel piacere un po’ egoista di sentirmele addosso mentre scrivo. Eppure, guardandole, mi torna in mente proprio quella cosa lì: che le amicizie nate dalle parole, quelle coltivate per anni prima ancora di vedersi in faccia, sono le più pericolose di tutte. Sembrano innocenti finché lo sono. E ho come l’impressione che qualcuno, leggendomi adesso, stia sorridendo. Sa benissimo perché.

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