Ma chi se la ricorda Martine Beswick? Eppure questa ragazza giamaicana nata nel 1941 è stata una delle Bond Girl più affascinanti di sempre, e soprattutto l’unica ad essere riuscita nell’impresa di apparire in DUE film di 007 con ruoli completamente diversi. Mica male per una che aveva iniziato facendo la modella!
Martine aveva tutto quello che serviva per fare la Bond Girl perfetta: un metro e settanta di altezza (che negli anni ’60 era tantissimo per una donna), un fisico da amazzone, e quelle gambe… madonna che gambe! Lunghe, muscolose al punto giusto, abbronzate come si deve. Il tipo di gambe che quando le vedi pensi “ecco, queste sì che sono gambe da Bond Girl”.

Nella prima foto eccola lì, seduta su un cubo bianco con addosso un body a rete che lascia ben poco all’immaginazione. Guardate quella sicurezza! Non c’è niente di timido in quella posa, e perché dovrebbe? Con gambe così, io al posto suo sarei andata in giro in minigonna 365 giorni l’anno. Il body a rete poi… era roba da scandalo per l’epoca, eppure lei lo porta con una naturalezza che fa sembrare tutto normale.
Il suo esordio bondiano è in “Dalla Russia con amore” del 1963, dove interpreta Zora, una delle ragazze del campo zingaro che si menano per conquistare il favore degli uomini. Già lì si capisce che questa non è la solita bambolina: ha carattere, presenza fisica, e quelle gambe che fanno invidia anche a Sean Connery.

La seconda foto ce la mostra in versione più sixties, con quel vestitino a fiori che era il massimo della moda dell’epoca. Ma anche vestita normale, le gambe rimangono protagoniste assolute. È seduta su uno sgabello e sembra la cosa più naturale del mondo, ma guardate quella linea perfetta dalla caviglia alla coscia. Roba che oggi le modelle si fanno photoshoppare per avere gambe così!
Ma il bello deve ancora venire. Nel 1965 torna in “Thunderball – Operazione tuono“, stavolta nei panni di Paula Caplan, assistente dell’agente 007 alle Bahamas. Due film, due ruoli diversi, stessa attrice. Una cosa praticamente impossibile nella saga di Bond, ma evidentemente i produttori si erano innamorati di quelle gambe e hanno trovato la scusa per riprenderla.

La terza foto è pura classe anni ’70: costume floreale, posa da pin-up perfetta, e sempre quelle gambe infinite in primo piano. Si vede che ha imparato a valorizzarsi: ogni movimento è studiato per mettere in risalto il suo punto forte. E possiamo dirlo? Le gambe erano davvero il suo punto forte numero uno.
Oltre ai film di Bond, Martine ha avuto una carriera interessante nel cinema horror britannico, soprattutto con la Hammer Film Productions. Ma diciamocelo, la ricordiamo soprattutto per quei due ruoli bondiani e per quel fisico che sembrava disegnato apposta per i costumi da bagno degli anni ’60.

La quarta foto è probabilmente la più bella: con quel vestito nero con lo spacco che arriva fino al cielo, posa davanti a una capanna colorata che sembra uscita da un film di Bond. Ed ecco di nuovo quella gamba protagonista assoluta, slanciata e perfetta. Mi chiedo quante ore di palestra ci sono volute per mantenerle così!
La cosa divertente di Martine è che ha sempre avuto questo fascino esotico molto particolare. Nata in Giamaica da genitori inglesi, aveva quel mix di eleganza britannica e sensualità caraibica che la rendeva perfetta per i ruoli di donna misteriosa. E poi, ammettiamolo, aveva anche un fisico che non passava inosservato.
Quello che mi piace di lei è che non ha mai fatto mistero del fatto che le sue gambe fossero il suo biglietto da visita. Le mostrava con orgoglio, le valorizzava sempre, e aveva ragione! Quando la natura ti regala un paio di gambe così, il minimo è saperle usare bene.
Oggi Martine ha superato gli ottant’anni e chissà se ogni tanto ripensa a quei giorni in cui bastava una minigonna per far girare la testa a mezzo mondo. Una cosa è sicura: di gambe così, nei film di Bond, ne abbiamo viste poche!

