Le gambe delle donne
Calze e collant

Settembre, torno a coprirmi (e non solo per il fresco)

C’è un giorno preciso, ogni anno, in cui mi arrendo nel senso opposto a giugno. A giugno chiudevo il cassetto delle calze e festeggiavo. Adesso lo riapro. E non lo dico con dispiacere, anzi.

Il segnale non è il freddo, quello arriva dopo. È una cosa più sottile: il primo mattino in cui esco di casa in gonna e sento l’aria salire dove fino a ieri non saliva. Un soffio, niente di più, alle estremità della giornata, presto e tardi. Le gambe nude di colpo non bastano più. E lì capisco che l’estate ha cominciato a fare le valigie, anche se a mezzogiorno fa ancora caldo.

Allora torno a coprirmi. Una velata leggera, per ora, niente di pesante: l’inverno vero con la sua corazza è ancora lontano. Ma è qui che voglio essere onesta con voi, perché c’è una cosa che noi donne diciamo e una che pensiamo.

Quello che diciamo è: rimetto le calze perché fa fresco. Vero, per carità. Ma non è tutta la verità.

calzoncini e collant

Pensateci. Tutta l’estate sono stata a gambe nude. Scoperta, e basta. Non c’era niente addosso, e quindi niente da togliere. Una gamba nuda è bella, ci mancherebbe, ma è una porta già aperta: non c’è la sorpresa, non c’è il gesto. Adesso che torno a mettermi qualcosa, succede una cosa curiosa: torno anche a essere qualcosa da scoprire. E credetemi, una donna vestita, se è vestita nel modo giusto, è molto più interessante di una donna nuda. Perché dove c’è un velo, c’è una mano che può farlo scendere.

Ecco la mia mezza verità che diventa intera. Quando a settembre scelgo la velata invece delle gambe nude, una parte di me sta pensando al fresco. L’altra parte, quella che non confesso al bar ma a voi sì, sta già pensando a qualcun altro. A come quella calza starà bene mentre la indosso, certo. Ma soprattutto a come starà bene quando qualcuno, prima o poi, deciderà di togliermela. Il nylon non serve solo a coprire. Serve anche a regalare il piacere di toglierlo, e quel gesto, lì, vale tutta la fatica di rivestirsi.

calzoncini e collant

Quindi no, non sto piangendo l’estate che se ne va. La saluto e passo oltre, come faccio sempre con le cose finite. Il fresco mi ridà una scusa per rimettermi addosso qualcosa, e quel qualcosa, a differenza dell’aria di agosto, lo si può sfilare piano. Buon settembre a tutte. E a chi ci sta intorno, che si prepari.

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