Le calze calanti

I tuttologi televisivi parlano del cambiamento dello stile di vita degli ultimi anni e della cosiddetta crisi, secondo loro le donne non avrebbero più il tempo per "fare le civette" e preoccuparsi di piacere agli uomini, c'è una guerra da combattere, una continua lotta per la sopravvivenza, per la carriera, per gli impegni propri, quelli della famiglia e dei figli, insomma non c'è tempo per pensare alle gambe.

Autoreggenti a reteI numeri sembrano dare ragione a tesi catastrofistiche simili a questa: secondo Nielsen nel 1995 si vendevano in Italia 610 milioni di paia di calze da donna, già nel 2011 si era scesi a 230 milioni, praticamente un terzo. Per i produttori sono tempi duri, le vendite sono in calo non solo nel mercato interno ma anche le esportazioni soffrono, per colpa dell'euro troppo caro, della concorrenza turca e polacca, della moda e anche un po' delle scie chimiche.

Per i lettori del sito questi dati dovrebbero rappresentare un preoccupante segnale di allarme, per tutti quelli che amano le gambe delle donne (con e senza calze) l'unica interpretazione che si può dare a queste statistiche è che le donne tendono a mettere sempre meno in mostra le gambe e a considerarle sempre meno importanti e quindi a dare meno attenzione alle loro meravigliose estremità. Se esistessero delle statistiche di vendita per i pantaloni da donna abbiamo purtroppo la sensazione che mostrerebbero il segno opposto.

Fortunatamente si tratta di statistiche, di tendenze. Le nostre miss, le ragazze di best-legs e tantissime altre donne non rinunciano a piacersi e a piacere e a dare alle loro gambe la giusta importanza, inoltre in lontananza sembra di vedere la proverbiale luce alla fine del tunnel.

Alcuni segnali, per ora ancora piuttosto deboli, ci fanno be sperare in un'inversione di tendenza, potremmo essere almeno in questo campo alla fine del declino se non già all'inizio della ripresa. Ci sono alcune convergenze, di cui parleremo in una prossima serie di articoli, che ci inducono all'ottimismo, si tratta di segnali provenienti dal mondo della moda, dai trend dettati da celebrità e dalle cosiddette icone di stile, dalle tendenze del mondo del cinema, insomma anche se il 2014 che sta per concludersi non è stato certo un anno memorabile c'è da sperare in qualche miglioramento per il 2015.

Tra tutti i dati ce n'è uno che possiamo ritenere confortante: per quanto riguarda le vendite almeno i collant sembrano resistere. Forse perchè sono un compromesso tra comodità e bellezza, forse perchè piacciono, forse perchè sono economicamente abbordabili... insomma calze e autoreggenti sembrano in forte calo mentre i collant resistono.

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