Le gambe delle donne
Produttori e marchi

Hipstik Legwear

Il nostro sito ha ormai vent’anni (auguri a noi!) e in tutto questo tempo credo che abbiamo recensito praticamente ogni marchio di calze europeo che valesse la pena conoscere. Quelli italiani, quelli polacchi, quelli turchi. A un certo punto bisogna allargare lo sguardo, no? E così oggi vi porto dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti, per parlarvi di un marchio che mi ha incuriosita parecchio: Hipstik Legwear.

Chi c’è dietro Hipstik

Laura McGuire, la fondatrice, per anni ha fatto una cosa che abbiamo fatto un po’ tutte almeno una volta: tagliava la parte davanti dei suoi collant per riuscire a respirare mentre li indossava. Tipo, con le forbici. E quando ha scoperto che tantissime donne ricorrevano allo stesso trucco disperato, ha pensato che forse il problema non erano le donne, ma i collant. Nel 2016 ha fondato Hipstik insieme al marito Jason a Charlotte, in North Carolina, con un’idea precisa: creare calze che non torturassero chi le indossa.

Cosa rende Hipstik diverso

Il punto forte del marchio è la fascia in vita. Mentre la maggior parte dei collant tradizionali arriva praticamente sotto il reggiseno con quella famigerata “control top” che ti strizza come un tubo di dentifricio, le Hipstik sono a vita bassa. La fascia è in pizzo morbido, con una striscia di silicone interna che le tiene su senza stringere. Se avete letto il mio articolo sugli incidenti (im)possibili con i collant, sapete benissimo di cosa parlo: niente collant che scendono, niente effetto salsiccia, niente “danza dei collant” per tirarli su ogni dieci minuti. Nella prima foto che vedete nell’articolo il confronto è piuttosto eloquente.

Un’altra cosa interessante è il sistema di taglie. Hipstik non usa il classico schema altezza/peso che conosciamo qui in Europa. Le taglie vanno dalla A alla H (dalla taglia americana 2 alla 24) e tengono conto della forma del corpo. Sette taglie in tutto, pensate per fisici diversi. Il risultato? Pare che il tasso di reso per taglia sbagliata sia bassissimo, circa l’1%, contro una media del settore intorno al 40%. Numeri che fanno impressione.

Il catalogo: cosa si trova

Il catalogo è piuttosto essenziale. Troviamo collant velati (i loro sheer), opachi, semi-opachi, a coste, e un modello footless che si ferma alla caviglia. Per chi ama scegliere le calze per colore, la sezione dedicata del sito è ben organizzata: nero, marrone, grigio, navy, nude in due tonalità (chiaro e medio), tan e bianco. I materiali sono nylon e spandex, con una tecnologia brevettata per la resistenza agli strappi.

Tutto viene prodotto negli Stati Uniti, in North Carolina, da un team di donne. Il marchio ha la certificazione WBENC come impresa femminile. Il sito è in inglese e il servizio clienti sembra molto curato — l’indirizzo email di supporto è “happy@hipstiks.com“, che già come biglietto da visita non è male.

Prezzi e spedizioni: il tasto dolente

Ogni paio costa 39,99 dollari, che al cambio attuale corrispondono a circa 37 euro. Esistono anche dei bundle da due paia a 79,99 dollari (circa 74 euro), con uno sconto del 15% usando un codice promozionale. Per il mercato americano è un prezzo nella media. Per noi italiane, abituate alle offerte di Calzedonia o ai prezzi di Golden Lady, può sembrare un po’ alto per un paio di collant “basic”. Ma va detto che qui si paga anche l’innovazione del design e la produzione americana.

Ed ecco la nota dolente vera: Hipstik spedisce solo negli Stati Uniti e in Canada. Per le nostre lettrici europee, quindi, acquistare direttamente dal sito non è un’opzione. Esistono servizi di reshipping, certo, ma a quel punto i costi lievitano e forse il gioco non vale la candela.

Hipstiks2019EComm3216 1050x1050 1 2

Hipstik mi piace per la filosofia che c’è dietro. Una donna che si stufa di un prodotto scomodo e invece di lamentarsi lo reinventa — questo è lo spirito giusto. La fascia in pizzo a vita bassa è un’idea geniale che risolve problemi concreti, quelli di cui parliamo spesso qui sul sito. Lo stile delle foto è fresco, le modelle hanno corpi diversi, e il messaggio di inclusività è genuino.

Quello che mi manca? I colori. Per una che ha dedicato un’intera rubrica ai collant colorati — nero, nude, grigio e navy mi sembrano un po’ pochini. Capisco la scelta commerciale, i colori neutri vendono di più e hanno senso per un brand che punta tutto sul comfort quotidiano. Però mi piacerebbe vedere, prima o poi, un rosso, un verde foresta, un bordeaux nella loro collezione. Chissà, magari arriveranno.

E voi, cosa ne pensate? Conoscevate già Hipstik? Vi incuriosirebbe provarle, magari approfittando di un viaggio oltreoceano? Fateci sapere nei commenti!

Articoli correlati

Scrivi un commento