Lo sapete che io e i tacchi abbiamo un rapporto complicato. Li ammiro, li apprezzo sulle altre, li guardo nelle vetrine con quello sguardo un po’ malinconico di chi sa che certe storie non sono destinate a funzionare. Ho già abbastanza difficoltà a restare in equilibrio sui marciapiedi asciutti, figuriamoci quando piove o c’è la brina.
Ma poi ci sono gli stivali col tacco, e lì il discorso cambia.

Gli stivali col tacco sono quella cosa rara che mette d’accordo tutti: chi vuole essere elegante e chi non vuole tornare a casa con le vesciche, chi ama il tacco e chi ama avere i piedi caldi, chi vuole slanciare la figura e chi vuole poter camminare per più di duecento metri senza doversi sedere.
Il segreto è tutto lì: lo stivale avvolge la caviglia, sostiene il piede, distribuisce il peso in modo diverso rispetto a una décolleté. Il tacco c’è, si vede, fa il suo lavoro estetico, ma non sei tu a dover fare tutto il lavoro per restare in piedi. È una collaborazione, non una lotta.
E poi c’è la questione del polpaccio, che chi mi legge da un po’ conosce bene. Trovare stivali in cui entri la gamba non è sempre facile per chi, come me, non ha esattamente la gambetta dell’antilope. Ma quando trovi quello giusto, quello che si chiude senza tirare, quello che fascia senza stringere, è una soddisfazione che vale ore di ricerca.
L’immagine di oggi è un omaggio a questa calzatura meravigliosa. Guardate che linea, che eleganza, come slancia la gamba. E sotto, ovviamente, un bel paio di collant: perché lo stivale col tacco senza collant è come la pasta senza sale. Si può fare, ma perché dovresti?
Gennaio sta finendo, febbraio è alle porte. E a proposito di febbraio: manca un mese.
Un mese a cosa? Non ve lo dico. Non ancora. Ma se siete stati attenti, qualcuno l’ha già menzionato qualche settimana fa. Niente? Non ricordate? Va bene, pazienza. Continuate a seguirci e capirete.
Manca un mese.

